Tradizioni di Capodanno in Italia portafortuna

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La notte di San Silvestro è sicuramente una delle ricorrenze più festeggiate: cenoni, concerti, balli e veglioni non mancano mai per salutare con allegria e speranza l’arrivo dell’anno nuovo. Simbolicamente il Capodanno rappresenta la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, per questo ad esso sono legati innumerevoli riti e usanze sin dai tempi antichi per attirare felicità, fortuna e prosperità. Nel nostro Paese alcuni di questi derivano dall’antica Roma, altri invece sono contaminazioni provenienti da altre culture. Scopriamo, quindi, quali sono le tradizioni di Capodanno in Italia.

6 tradizioni portafortuna per la notte di S. Silvestro e l’1 gennaio

1. Indossare qualcosa di rosso e di nuovo

La tradizione impone che l’ultimo dell’anno si debba indossare come portafortuna: per quanto possa sembrare una trovata commerciale dell’era contemporanea, l’origine di questa usanza in realtà è antica. Sin dai tempi dei Romani al colore rosso era associato potere e prestigio: Ottaviano Augusto aveva l’abitudine di portare un drappo di questo colore in occasione del Capodanno romano. Nell’epoca medioevale, il rosso era ritenuto capace di allontanare la sventura, gli spiriti maligni e le streghe. Tutt’oggi il rosso è associato a forza, ricchezza, energia e fortuna, beni che ci si augura sempre per il nuovo anno. Sì quindi al rosso il 31 dicembre, ma seguendo le regole giuste: ciò che si indossa di questa tonalità, che sia intimo, un capo d’abbigliamento o un accessorio, deve essere nuovo e regalato da qualcun altro. Non tutti sanno, inoltre, che i capi non devono essere utilizzati il Capodanno successivo ma devono cambiare ogni volta, proprio per far largo simbolicamente al nuovo e lasciarsi alle spalle il vecchio.

2. Mangiare cibi beneauguranti

Capodanno è anche sinonimo di grandi tavole imbandite, e ogni regione ha le sue specialità gastronomiche. Fra i cibi che non devono mancare nel menu delle feste in questa notte speciale ci sono sicuramente il cotechino con lenticchie, simbolo di abbondanza e ricchezza, ma anche uva, melagrane e frutta secca. L’uva simboleggia l’abbondanza e, secondo un’antica usanza contadina, il 31 dicembre bisogna mangiarne 12 acini, uno per ogni mese, in modo da assicurarsi ricchezza e prosperità per tutto il nuovo anno. La melagrana, invece, è considerata di buon auspicio per via dei suoi chicchi rossi e perché nella mitologia greca e romana era un frutto caro alle dee Afrodite ed Era, pertanto simbolo di fertilità, prosperità e ricchezza. La frutta secca come nocciole, arachidi, noci, mandorle, uvetta, datteri e fichi era considerata un cibo beneaugurante già dai tempi degli antichi Romani, dove veniva consumata in occasioni speciali come i matrimoni. Immancabile, inoltre, il brindisi a mezzanotte con lo spumante: per scacciare la sfortuna, il botto è d’obbligo! Da evitare, invece, gamberi, granchi e aragoste: i crostacei infatti camminano all’indietro e quindi simboleggiano il regresso.

3. Lanciare cocci e oggetti vecchi dal balcone

Un’antica tradizione di Capodanno in Italia, particolarmente diffusa fra il Lazio e la Campania, è quella di lanciare gli oggetti vecchi dal balcone di casa allo scoccare della mezzanotte. Disfarsi di bicchieri, piatti, utensili e sedie rotte era un modo metaforico per liberarsi dei problemi e della negatività per fare spazio al bello e al nuovo. Per motivi di sicurezza e anche ecologici questa tradizione è ormai in disuso ma non sarebbe male adottare questo metodo per liberarsi alla fine dell’anno del superfluo o di ciò che non usiamo più, naturalmente senza buttarlo dal balcone, magari regalandolo o riciclandolo dandogli nuova vita. Potremmo così simbolicamente fare spazio a nuove idee e a nuovi progetti.

4. Baciarsi sotto al vischio

Il bacio sotto alla piantina del vischio non può mancare allo scoccare della mezzanotte. Questa tradizione deriva da una leggenda della mitologia norrena: si racconta che la madre di Baldur, fratello minore di Thor, sognò la morte prematura del figlio e per cercare di salvarlo dal suo destino fece giurare ad animali, piante e pietre che non gli avrebbero mai fatto del male. La dea si scordò, però, del vischio e tramite un inganno di Loki, dio delle malefatte, Baldur morì proprio a causa di questa piantina. Le lacrime della dea Frigg per il dolore della perdita del figlio si tramutarono in piccole bacche bianche sul vischio e da allora si appende questa pianta sopra gli stipiti delle porte per ricordare la storia di Baldur e come simbolo di amore eterno. Nella mitologia nordica il vischio è associato quindi a Frigg, dea dell’amore e della fertilità e il bacio sotto al vischio dona protezione eterna. Questo simbolismo ha resistito anche al Cristianesimo e se ne hanno testimonianze nell’Inghilterra dell’Ottocento: fu Charles Dickens a dare prova di questa usanza in occasione delle festività natalizie nel 1836 in un suo racconto. Il vischio ancora oggi viene considerato un simbolo di amore, fortuna e un buon auspicio per il nuovo anno.

5. Botti e fuochi d’artificio

Una delle tradizioni di Capodanno per molti irrinunciabile sono i fuochi d’artificio e lo scoppio dei petardi: secondo le credenze popolari, infatti, il rumore dei botti serve a spaventare ed allontanare spiriti maligni e demoni. I festeggiamenti del 31 dicembre sono legati sempre alla luce e al fuoco e simbolicamente illuminano l’arrivo del nuovo anno scacciando il buio e le negatività, per questo motivo, oltre ai fuochi d’artificio, in molte regioni si usa anche accendere dei grossi falò nelle piazze oppure delle candele e lampade in casa, decisamente meno rumorosi.

6. Uscire di casa con dei soldi in tasca il primo di gennaio

Uscire di casa l’1 gennaio con dei soldi in tasca, secondo le credenze popolari, attirerebbe buona sorte e denaro in abbondanza. Attenzione, però, a chi incontriamo in strada: la prima persona in cui ci imbattiamo dopo lo scoccare della mezzanotte influenzerà lo svolgersi dei mesi a venire. Così la buona fortuna è assicurata se si incontra una persona anziana, simbolo di lunga vita e prosperità, al contrario malasorte ci attende se incontriamo un prete o un bambino.

26 Dicembre 2022