Scopri come preparare: Arrosticini di pecora abruzzesi
Arrosticini di pecora abruzzesi

Arrosticini di pecora abruzzesi

Secondo
Gli arrosticini di pecora sono un piatto icona della tradizione abruzzese. Composti da piccoli tocchetti di carne infilati in sfiziosi spiedini, hanno la capacità di risultare sempre originali e irresistibili. Scopri come prepararli in modo sano e senza dispersione di fumo, grazie a Grand Chef Evolution, per un risultato sorprendentemente tenero e succoso!
Procedimento

Preriscaldare Grand Chef Evolution per 8 minuti a 260 gradi fan alta, con la griglia alta posta all'interno.

Una volta raggiunta la temperatura richiesta, ungere la griglia con un po’ di olio e posizionare sopra gli arrosticini di pecora abruzzesi.

Cuocere a 205 gradi fan alta per 6 minuti, se si predilige una cottura al sangue e tenera, facendo attenzione a girare gli arrosticini a metà cottura. Qualora si preferisca una cottura completa, proseguire per altri due minuti, per un totale di 8 minuti in tutto.

Mano a mano che saranno cotti, posizionare gli spiedini di pecora dentro fogli di alluminio predisposti in anticipo: questo assicurerà il mantenimento della temperatura corretta. Intanto si potrà procedere con la cottura degli arrosticini rimanenti, per poi servirli tutti insieme ben caldi, accompagnati da bruschette di pane abbrustolito, condite con ottimo olio extravergine d’oliva e un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo, per completare un’esperienza dai sapori decisi.

Il consiglio dello chef

Per una cottura ottimale, è bene assicurarsi che la griglia raggiunga il massimo del calore prima di posizionare sopra gli arrosticini di pecora abruzzesi.

Solitamente, una cottura sbagliata fa incorrere nel rischio che gli spiedini si secchino, con Grand Chef Evolution invece la cottura è sempre perfettamente sotto controllo, per un risultato morbido e succoso.

Le origini degli arrosticini di pecora abruzzesi

Gli arrosticini sono uno dei piatti più celebri della tradizione abruzzese. La loro fama attraversa tutto il nostro Paese e ne valica i confini, grazie al caratteristico sapore e alla morbidezza dei cubetti di carne ovina – precisamente castrato o pecora – infilati accuratamente su spiedi di circa 30 centimetri. La storia di questa pietanza è legata alla cultura pastorale dell’Appennino Abruzzese e dunque alla diffusione della carne ovina nell’alimentazione locale. Per la precisione, le origini degli arrosticini sono da ricercarsi nell’area del Gran Sasso, vicino alla Piana del Voltigno. In queste antiche radici è avvolta una leggenda che narra della loro invenzione, risalente agli anni Trenta, per opera di due pastori che fecero a pezzetti della carne di pecora ormai vecchia e difficilmente commestibile altrimenti. Essi usarono dei legnetti appartenenti ad una pianta spontanea, solitamente reperibile lungo le sponde del fiume Pescara, per cuocerli alla brace. Questi, secondo la leggenda furono la prima e originale versione degli arrosticini abruzzesi.

Al di là della leggenda, è appurato che furono proprio i pastori a dare vita a questa iconica preparazione, tramandandola fino al giorno d’oggi dove è spesso protagonista delle feste popolari del centro Italia, in qualità di prelibato street food.

Nato dunque come escamotage per utilizzare la carne ovina meno tenera, attualmente la rustella – come viene chiamata in Abruzzo – possiede una preparazione artigianale sapiente, durante la quale vengono accuratamente alternate parti magre e parti grasse nella disposizione dei tocchetti di carne, con l’obiettivo di dare vita ad un equilibrio ottimale che porti lo spiedino di pecora cotto ad essere umido, succoso, tenero e saporitissimo.

L’allevamento ovino è molto diffuso in Italia, specialmente in Sardegna e al centro della nostra penisola. Da questo tipo di attività vengono prodotti, oltre alla lana, formaggi pecorini e carni di agnello o castrato, prevalentemente. Le carni adulte sono meno utilizzate proprio per il loro caratteristico sapore deciso, nonostante facciano comunque parte della nostra tradizione gastronomica nazionale. Le ricette a base di carne ovina dunque non si esauriscono nei gustosissimi arrosticini di pecora abruzzesi ma sono molteplici e variegate (guarda anche le ricette con agnello). 

Carne di pecora: proprietà nutritive e benefici

La carne ovina possiede un’ottima quantità di proteine, oltre ad essere una buona fonte di ferro, il minerale incaricato di trasportare l’ossigeno a tutti gli organi e a tutti i tessuti dell’organismo. Tra le sue proprietà troviamo una cospicua dose di potassio, essenziale per la salute muscolare e cardiaca, oltre che per la corretta trasmissione degli impulsi nervosi al cervello.

Tuttavia, la carne di pecora è decisamente grassa, basti pensare che 100 grammi di carne ovina cotta forniscono un apporto di 360 calorie. Per questo il suo consumo è da moderare in presenza di disturbi all’apparato digerente o a quello cardiovascolare.

In condizioni normali, dunque, è possibile consumare abitualmente carne ovina e sperimentare ricette e metodi di cottura differenti per gustarla appieno e beneficiare delle sue ottime proprietà nutritive.