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Scopri come preparare: Taralli pugliesi fatti in casa
Taralli pugliesi fatti in casa

Taralli pugliesi fatti in casa

Aperitivo
Eccellenza regionale, i taralli pugliesi sono l’accompagnamento perfetto per un gustoso antipasto di terra o semplicemente come spuntino. Con Grand Chef Evolution possiamo realizzarli in casa per ottenere un risultato dorato e fragrante come da tradizione.

Farina, olio extravergine d’oliva e vino: sono questi gli ingredienti chiave per realizzare la ricetta dei tarallini pugliesi a riprova di come, ancora una volta, siano le cose più semplici a dare vita ai piatti più amati. Semplice la forma, straordinario il gusto: questi bocconcini croccanti dalla forma di anello sono un’esplosione di sapore e come le orecchiette sono uno dei simboli della gastronomia pugliese. La particolarità dei taralli è la breve bollitura che precede la cottura in forno che serve a conferirgli il tipico aspetto lucido in superficie e a renderli molto più friabili e gustosi. Realizzarli in casa è facile e in men che non si dica potremo portare degli stuzzichini dorati e fragranti da accompagnare con un abbondante antipasto di terra. La cottura con Gran Chef Evolution, che sfrutta la circolazione forzata dell’aria calda, ci permette di saltare il passaggio di bollitura, risparmiando tempo, poiché l’impasto si mantiene ben idratato senza seccarsi o tostarsi, e acquisendo una consistenza friabile e una doratura come detta la tradizione.

Realizziamo, quindi, la ricetta dei taralli pugliesi fatti in casa con Grand Chef Evolution.

Procedimento

Per preparare la ricetta dei tarallini pugliesi come prima cosa versare in una terrina ampia i due tipi di farina, poi il vino, l’olio e un pizzico di sale, assaggiando la miscela in modo da ottenere la sapidità desiderata, quindi impastare il tutto energicamente sino a quando non si otterrà un composto omogeneo, liscio ed elastico. In questa fase, al fine di raggiungere la consistenza giusta, se necessario si può aggiungere un po’ per volta dell’acqua in piccole quantità.

Formare una pallina con l’impasto, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare per circa 20 minuti in un ambiente fresco e asciutto. Se la temperatura esterna è troppo calda, meglio riporla in frigorifero.

Trascorso questo lasso di tempo si può passare alla preparazione dei tarallini. Realizzarli è semplice: si prende una piccola parte di impasto e si lavora con le mani stendendola sulla spianatoia infarinata a formare un cilindretto del diametro di 1 cm e lungo 6-8 cm. A questo punto chiudere le due estremità, sovrapponendone una all’altra e conferendo la tipica forma del tarallo.

Mentre si preparano i tarallini, far preriscaldare Grand Chef Evolution a 260°C, fan alta, per 6 minuti con la teglia piena professional posta sulla griglia bassa.

Conclusa la fase di preriscaldamento e realizzati tutti i tarallini, adagiarli sulla teglia piena e far cuocere come da scheda tecnica, ossia a 205°C, fan alta, per 18 minuti circa. Il tempo di cottura può variare di qualche minuto, ad ogni modo i tarallini saranno pronti quando la loro superficie risulterà ben dorata.

Una volta cotti, lasciare raffreddare i taralli pugliesi prima di servirli. Chiusi in un sacchetto di plastica oppure in una scatola di latta si conservano fragranti per diverse settimane.

Il consiglio dello chef

Si possono aumentare le quantità di vino impiegate nella ricetta, facendo attenzione a bilanciarle con la stessa quantità di olio: ad esempio se si aggiungono 50 g di vino è necessario aggiungerne altrettanti di olio evo.

È possibile creare svariate versioni dei taralli pugliesi, basterà dividere l’impasto in più parti e aggiungere erbe e spezie a piacere come semi di finocchietto, pepe, peperoncino, origano ma anche cipolla disidratata, paté di olive e concentrato di pomodoro per ottenere degli snack sempre diversi e irresistibili.

Ricetta tarallini pugliesi: una lunga storia di bontà

L’origine dei taralli pugliesi fatti in casa risale al tardo Medioevo, più precisamente al XV secolo, periodo di grande carestia in Puglia. Secondo la leggenda, questa specialità regionale venne inventata da una madre che, spinta dalla necessità di sfamare i figli, mise insieme i pochi ingredienti che aveva in casa ossia farina, olio d’oliva, sale e vino bianco a formare l’impasto dei primi taralli. Esistono diverse ipotesi sul nome di questo prodotto da forno: secondo alcune fonti deriverebbe dal latino torrere cioè abbrustolire, altre invece lo fanno risalire al greco daratos, ad indicare un prodotto simile al pane. In base a un’altra teoria tarallo potrebbe provenire dalla parola italica tar, che significa avvolgere.

Nel corso dei secoli vennero apportati dei perfezionamenti alla ricetta originale dei taralli come la lessatura dell’impasto per permettere una maggiore friabilità e mano a mano iniziarono a diffondersi varianti con spezie, olive tritate e altri ingredienti per renderli ancora più saporiti. Fu una vera e propria rivoluzione culinaria e sociale perché il tarallo, semplice da realizzare e con ingredienti facilmente reperibili, era un alimento presente anche nelle tavole dei più poveri.

Antipasto con tarallini pugliesi: idee e abbinamenti

Oggi i tradizionali taralli pugliesi vengono consumati come spuntino spezzafame o a tavola al posto del pane ma sono molto diffusi soprattutto come elemento immancabile negli aperitivi e negli antipasti. Questo grazie alle loro dimensioni ridotte rispetto ai taralli napoletani, dai quali differiscono anche per tecnica di cottura e per la presenza di olio d’oliva al posto dello strutto e la mancanza di lievito. Queste peculiarità li rendono un finger food pratico e meno calorico, perfetto per accompagnare spritz, birra o un buon calice di vino rosso come il Primitivo di Manduria e il Nero di Troia o bianco come il Sannio DOC o lo Chardonnay.

Per quanto riguarda invece gli abbinamenti col cibo non c’è che l’imbarazzo della scelta se si decide di servire l’antipasto coi tarallini pugliesi. Un esempio? Si parte dagli accostamenti più classici con salumi locali e formaggi stagionati, perfetti sia con i taralli classici che con quelli alla cipolla, alle olive e al peperoncino sino a connubi più raffinati come formaggi spalmabili aromatizzati e olive, feta e bresaola o prosciutto crudo e brie. E se desideriamo un tocco in più proviamo a lasciare per qualche istante i tarallini immersi nel vino… il risultato sarà amore a primo assaggio.