Le nuove coltivazioni di Finger Lime: Citrus australasica

Curiosità internazionali
l insolita coltivazione del caviale di limone   grand chef evolution

La passione per le nuove coltivazioni si sta lentamente diffondendo anche sul nostro territorio grazie a diverse iniziative promosse e favorite dalle Regioni e da Coldiretti, che ogni anno organizza numerosi concorsi rivolti ai giovani su questo tema.

La diffusione di questa nuova cultura, oltre a favorire la rinascita dell'agricoltura in Italia, ci consente anche di conoscere particolari specie di piante solitamente coltivate in altre nazioni del mondo.

Si tratta di tipologie di coltivazioni piuttosto insolite per la maggioranza delle persone, ma che colpiscono ed affascinano anche gli chef più rinomati al mondo che non rinunciano a sperimentare nuovi accostamenti per i loro piatti.

Pensiamo ad esempio al finger lime, meglio noto come caviale di limone, un agrume coltivato originariamente sulle coste subtropicali australiane che sta riscuotendo notevole successo in cucina.

Il nome scientifico di questa pianta è citrus australasica (o microcitrus), ma il frutto è comunemente conosciuto con il nome di finger lime in quanto ricorda la forma di un dito, anche se molti produttori sostengono che il suo aspetto originario richiami più un'oliva ovalizzata ed allungata che non le nostre dita. È conosciuto anche come caviale di limone, per la particolare consistenza della sua polpa interna, composta da palline cristallizzate, ricche di succo,  molto simili al caviale.

Nelle nostre terre alcuni consorzi siciliani sono stati i primi a sperimentare questa nuova coltivazione, e le produzioni nostrane di finger lime hanno già riscosso un discreto successo tra i consumatori.

I progetti innovativi, favoriti dalle iniziative delle principali associazioni agricole del territorio italiano, hanno allargato la coltivazione in fuori suolo per numerosi tipi di agrumi, tra cui anche il caviale di limone.

Considerata la rarità di questo frutto, non molto diffuso e poco coltivato nel mondo, nonché il suo alto prezzo al Kg (solitamente attorno ai 200,00 -250,00€ per alcune varietà), le coltivazioni di citrus australasica stanno conquistando molti agricoltori e giovani imprenditori,  anche se i principali produttori australiani e  i consorziati italiani avvertono: attenzione alle false coltivazioni di ibridi, soltanto apparentemente somiglianti al frutto di questa pianta australiana.
 

La produzione dei finger lime

Le piante del citrus australasica vengono coltivate in zone della foresta pluviale dell'Australia. Fioriscono, a partire da primavera, più volte all'anno. I fiori di questa pianta sono di colore bianco o rosa candido, mentre i frutti, a seconda della varietà, possono somigliare più o meno vagamente alle dita delle nostre mani e la loro buccia è sottile e rugosa (da qui, come detto il nome di finger lime). I frutti si presentano di colore vario, scuro, quasi rossastro, e raccolgono al loro interno una polpa granulosa, somigliante al caviale, di colore rosa ramato.

La coltivazione di questa pianta è piuttosto particolare: nei mesi freddi difficilmente resiste alle gelate e necessita di molta luce; durante i primi periodi di fioritura, grosso modo all'approssimarsi della primavera (e cioè le prime settimane di marzo), essa richiede, invece, una costante irrigazione e la somministrazione di concime a base di potassio.

Per accorgimenti più specifici riguardo alla coltivazione di questi frutti,è necessario rivolgersi ad esperti vivaisti, poiché limitarsi a trattare il citrus australasica come altre piante di agrumi potrebbe non bastare per replicare il sapore del frutto australiano anche nelle nostre zone.
 

Diffidare dalle imitazioni

Avviare una coltivazione di citrus australasica in Italia non è facile e ciò è stato più volte sottolineato anche dalle associazioni agricole italiane. Reperire le piante originali delle colture australiane è assai difficile in quanto non sono molti i produttori ed i vivai che in Italia rivendono questa specie. Inoltre, i pochi consorzi seri al momento presenti nelle nostre terre difendono le loro produzioni che seguono e riproducono più fedelmente quelle originali di riferimento della costa subtropicale australiana.

Meno del 10% delle piante attualmente coltivate in territorio italiano sono realmente appartenenti alla specie originale di citrus australasica, in particolare alla varietà sanguinea, la più diffusa nel mediterraneo dove è presente da quasi mezzo secolo.

Spopolano le "imitazioni", costituite per lo più da ibridi di diverse varietà. Tra i più diffusi il faustrime, ibrido trigenico ottenuto dall'incrocio di:

  • Microcitrus australasica;
  • Limequat Eustis;
  • Kumquat Round;
     

Riconoscere la pianta dalla quale ricavare il finger lime può non essere semplice. Nel suo habitat naturale può arrivare a raggiungere anche i 6 metri di altezza, mentre si mantiene di poco più bassa se coltivata in altre zone del pianeta. I finger lime sono lunghi circa 5-7 cm e spessi tra i 2-3 cm.

Anche il sapore del succo interno appare decisamente diverso, come sostenuto dai produttori e consorziati italiani.

Il consiglio è quello di non rischiare acquistando semi o piantine commercializzate online e di informarsi bene prima di lanciarsi in questa nuova esperienza agricola.

05 Marzo 2018