Il risotto gorgonzola e noci si conserva in frigorifero per circa 1–2 giorni dopo completa cottura e raffreddamento, riposto in un contenitore ermetico.
Con la conservazione sottovuoto i tempi si allungano fino a 5 volte rispetto ai metodi tradizionali, riducendo l’ossidazione e mantenendo più a lungo la struttura del riso. Conservato in frigo in contenitori in vetro sottovuoto, il risotto avanzato è perfetto da riutilizzare per preparare gustosissimi arancini, una pratica idea salva pranzo o salva cena antispreco.
Dal cuore della Lombardia arrivano due eccellenze che insieme diventano capolavoro: il riso Carnaroli e il gorgonzola, protagonisti di un primo piatto che unisce cremosità e carattere. Il risotto con gorgonzola e noci è il comfort food che non ci si aspetta.
Il riso, mantecato con cura, diventa un letto accogliente sul quale il gorgonzola si adagia e cede tutta la sua intensità, avvolgendo i chicchi con il suo gusto vellutato. A dare piacevole contrasto al palato si aggiungono le noci, croccanti e aromatiche, che completano il bouquet di sapori in maniera equilibrata. Il risultato è un piatto che sa essere al tempo stesso generoso ed elegante, fedele alla tradizione ma comunque creativo con pochi ingredienti, ideale per una cena raffinata così come per un pranzo in famiglia. Preparare questa ricetta con l’aiuto di Grand Chef Evolution ci permette di ottenere un risotto dalla consistenza perfetta, senza scuocere i chicchi e senza il bisogno di mescolare costantemente, grazie alle proprietà dei tegami antiaderenti Professional e a una corretta esecuzione della tostatura del riso, che contribuisce a rendere il risotto ancora più cremoso poiché l’amido viene rilasciato in maniera graduale durante la cottura. Prepariamo insieme il risotto al gorgonzola e noci con Grand Chef Evolution.
LEGGI DI PIÙ| Stage | Griglia | Time | Temp | Fan | Spray |
|---|---|---|---|---|---|
| Step 1 | Bassa | 00:06 min. | 260° | Alta | No |
| IMPOSTAZIONI | Stage |
|---|---|
| Griglia | Bassa |
| Tempo | 00:06 min. |
| Temperatura | 260° |
| Fan | Alta |
| Spray | No |
Il primo passaggio per ottenere un ottimo risotto è la preparazione del brodo vegetale: dopo aver tagliato le verdure preferite a pezzi, si fanno bollire in acqua salata per circa 50 minuti in una casseruola, dopodiché si filtra il liquido e si mette da parte.
A questo punto sistemare il tegame della linea Professional da 22 cm sulla griglia bassa di Grand Chef Evolution[1] e aggiungere l’olio EVO[2], lo scalogno o la cipolla a piacere, tagliati a rondelle sottili[3] e far soffriggere a 260°C, con fan alta, per 6 minuti circa[4], fino a quando il tutto non comincia a sfrigolare.
| Stage | Griglia | Time | Temp | Fan | Spray |
|---|---|---|---|---|---|
| Step 2 | Bassa | 00:03 min. | 260° | Alta | No |
| IMPOSTAZIONI | Stage |
|---|---|
| Griglia | Bassa |
| Tempo | 00:03 min. |
| Temperatura | 260° |
| Fan | Alta |
| Spray | No |
Aggiungere al tegame il riso Carnaroli[5], mescolare bene[6] e farlo tostare per altri 3 minuti, sempre a 260°C con fan alta[7]. Versare quindi il brodo caldo[8], mettere un po’ di sale e rimestare il tutto; la quantità di liquido aggiunta, in proporzione, dovrà essere 3 volte superiore a quella di riso.
| Stage | Griglia | Time | Temp | Fan | Spray |
|---|---|---|---|---|---|
| Step 3 | Bassa | 00:16 min. | 260° | Alta | No |
| IMPOSTAZIONI | Stage |
|---|---|
| Griglia | Bassa |
| Tempo | 00:16 min. |
| Temperatura | 260° |
| Fan | Alta |
| Spray | No |
Coprire il tegame con la teglia piena/coperchio Professional[9] e impostare sul display la cottura a 260°C con fan alta per 16 minuti[10], oppure attenendosi alle tempistiche indicate sulla confezione del riso Carnaroli.
A parte, mentre il risotto cuoce, tagliare il gorgonzola a dadini[11] e tritare grossolanamente i gherigli di noce[12]; lasciarne qualcuno intero: servirà dopo per impreziosire l’impiattamento.
A conclusione della cottura, scoperchiare il tegame ed estrarlo dal Grand Chef Evolution con l’aiuto della pinza multiuso[13]. Mantecare il risotto con il burro[14], il gorgonzola[15], il parmigiano[16] e aggiungere infine le noci tritate[17; 18].
Dopo averlo lasciato riposare per 3-5 minuti, servire il risotto su un elegante piatto piano. Completare guarnendo con i gherigli di noce interi, dei pezzetti di gorgonzola e una leggera spolverata di pepe macinato fresco[19].
Il risotto gorgonzola e noci si conserva in frigorifero per circa 1–2 giorni dopo completa cottura e raffreddamento, riposto in un contenitore ermetico.
Con la conservazione sottovuoto i tempi si allungano fino a 5 volte rispetto ai metodi tradizionali, riducendo l’ossidazione e mantenendo più a lungo la struttura del riso. Conservato in frigo in contenitori in vetro sottovuoto, il risotto avanzato è perfetto da riutilizzare per preparare gustosissimi arancini, una pratica idea salva pranzo o salva cena antispreco.
Il risotto gorgonzola e noci è già un piatto ricco, ma può diventare ancora più interessante con qualche variazione: a seconda della stagione, infatti, possiamo aggiungere della frutta a fine cottura, ad esempio dei cubetti di mela renetta leggermente caramellata in padella per avere una nota acidula e dolce al contempo, oppure dei fichi freschi a pezzetti, che danno un tocco aromatico in più e si sposano benissimo col gorgonzola. Se piacciono le varianti più robuste, in fase di impiattamento si può preferire della pancetta oppure dello speck croccante, che aggiunge un’affumicatura piacevole. Per un risultato da veri gourmet è sempre d’effetto qualche lamella di tartufo nero o poche gocce di riduzione di aceto balsamico per esaltare i contrasti.
Esistono due varianti principali di gorgonzola: quello dolce e quello piccante. Il primo si distingue per la consistenza morbida e cremosa, con venature blu-verdi delicate; ha un sapore vellutato e rotondo, dovuto alla sua stagionatura breve, compresa fra 50 e 60 giorni, che consente al formaggio di sviluppare aromi complessi ma senza assumere eccessiva intensità. È perfetto per essere spalmato su crostini, impiegato nelle salse o in abbinamento con frutta fresca, dove crea un piacevole equilibrio con note più sapide o acide. Il gorgonzola piccante, invece, definito anche stagionato, ha una consistenza più compatta e friabile, e il suo gusto è deciso e penetrante. La stagionatura più lunga, che può superare i 90 giorni, favorisce una concentrazione maggiore di muffe e un’accentuata complessità aromatica, con note pungenti e un retrogusto persistente. Questa variante si presta a essere grattugiata su primi piatti rustici, o fusa nelle farciture. Per il nostro risotto gorgonzola e noci, quindi, che versione bisogna prediligere? Dipende dal risultato che si vuole ottenere: la scelta più comune è il gorgonzola dolce poiché la sua cremosità si amalgama bene con l’amido del riso, conferendo un sapore avvolgente ma non invasivo. Questa versione è l’ideale se si vuole un risotto dal gusto bilanciato, magari da completare anche con la frutta. Il gorgonzola piccante, invece, dona un carattere molto più deciso al piatto: il gusto è più audace e intenso, dalle note quasi speziate, perfetto da accompagnare a un vino rosso strutturato.
Il gorgonzola racconta secoli di cultura, tecnica e tradizione, con radici antiche che affondano nel Medioevo e un’identità strettamente legata al territorio lombardo. Secondo le prime attestazioni deve i suoi natali all’omonimo borgo alle porte di Milano, intorno al XII secolo, sebbene le prime sperimentazioni con questo tipo di stagionatura e l’uso di muffe risalga a prima dell’anno Mille. Leggenda vuole che il gorgonzola sia stato inventato da un casaro pasticcione che, per errore, avrebbe mescolato due cagliate di giorni differenti, favorendo la formazione delle tipiche venature blu-verdi di questo formaggio. Le evidenze storiche però attestano che l’erborinatura non fu frutto della casualità ma di pratiche artigianali perfezionate nel tempo. Nel corso dei secoli, questo processo venne ottimizzato: la scoperta che le muffe di Penicillium si propagavano meglio grazie a fori praticati manualmente nelle forme permise di ottenere una stagionatura più uniforme e un gusto complesso ma armonico. Il gorgonzola era presente sulle tavole lombarde già nel Quattrocento, e due secoli più tardi la sua fama si era estesa sino a Genova, da dove venne avviato il commercio verso le altre regioni italiane e l’Europa. L’Ottocento, con l’avvento dei trasporti ferroviari e delle camere di stagionatura controllate, segnò l’espansione produttiva e oggi il gorgonzola è tutelato dal marchio DOP, ottenuto nel 1996. La produzione si concentra tra le province di Novara, Pavia e Milano ed è il quinto formaggio italiano più esportato al mondo.